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Andrea Doria Transatlantico

L’Opera

Dimensioni: 340x110x80 cm
Autore: Angelo Di Vito
Tempo di lavorazione: 53 mesi

In occasione della cerimonia d’inaugurazione presso l’Eco Royal Museum di Coreno Ausonio è intervenuto Stefano Carletti, il sub che nel 1968 prese parte alla prima esplorazione italiana, organizzata dal regista Bruno Vailati, insieme a Mimì Dies, Arnaldo Mattei e All Giddings, noto ed esperto subaqueo statunitense.

Intervenuto alla Cerimonia d’Inaugurazione il 15 dicembre 2018

Stafano Carletti ritornerà all’Eco Royal Museum per presentare i suoi libri e il documentario sull’Andrea Doria.


La Storia

L’Andrea Doria è stato un transatlantico della Italia – Società di Navigazione, gruppo IRI – Finmare. Costruito ai cantieri navali Ansaldo di Genova Sestri Ponente, fu varato il 16 giugno 1951 ed effettuò il suo viaggio inaugurale il 14 gennaio 1953.
La turbonave prese il suo nome dall’ammiraglio ligure del XVI secolo, Andrea Doria. Poteva portare fino a 1.241 passeggeri e, quando venne varata, rappresentava uno dei punti d’orgoglio dell’Italia che stava allora cercando di ricostruire la propria reputazione dopo la seconda guerra mondiale. Degna erede dei transatlantici degli anni Trenta, l’Andrea Doria era considerata la più bella nave passeggeri della flotta italiana di linea ed era apprezzata ancora più per la sicurezza e la bellezza dei suoi interni di lusso, che la facevano preferire a molti altri transatlantici di altre compagnie Internazionali.

La Collisione

Il 25 luglio 1956 l’Andrea Doria, agli ordini del comandante superiore Piero Calamai, navigava alla volta di New York proveniente da Genova. Contemporaneamente una nave mercantile battente bandiera svedese, la Stockholm (che paradossalmente nel 1989, dopo una radicale trasformazione, venne utilizzata dalla italiana Star Lauro Lines, come nave da crociera, con il nuovo nome Italia I), un transatlantico per il trasporto promiscuo di merci e passeggeri, si dirigeva verso Göteborg. La Stockholm era agli ordini del comandante Gunnar Nordenson, ma al momento dell’incidente al comando di guardia in plancia vi era il terzo ufficiale di coperta Johan-Ernst Carstens-Johannsen.

Alle 23:10 entrambe le navi stavano per incrociare un corridoio molto trafficato, coperto da una fitta coltre di nebbia. Non ci fu alcun contatto radio e nonostante l’Andrea Doria continuasse a emettere i fischi obbligatori durante la nebbia, la Stockholm non lo fece; una volta giunte a potersi vedere a occhio nudo fu troppo tardi per praticare contromanovre atte a evitare l’incidente

Il violento impatto avvenne nel punto di coordinate 40°30′N 69°53′W.

 

L’Andrea Doria e la Stockholm entrarono in collisione con un angolo di quasi 90 gradi: la prua rinforzata (in funzione del fatto che poteva operare anche come rompighiaccio) della Stockholm sfondò la murata dell’Andrea Doria e la squarciò per quasi tutta la sua lunghezza (dato che l’Andrea Doria continuava a viaggiare lungo la propria rotta ortogonale alla direzione della Stockholm) sfondando sotto il ponte di comando dell’Andrea Doria per un’altezza di tre ponti, ovvero per oltre 12 metri, uccidendo numerosi passeggeri che si erano già ritirati a dormire nelle proprie cabine. Inoltre, sfondando molte paratie stagne e perforando cinque depositi combustibile, causò l’imbarco di circa 500 tonnellate di acqua di mare che, non potendo essere bilanciate nei brevissimi tempi della collisione, produssero il pericoloso, immediato e anomalo sbandamento (inclinazione) a dritta per oltre 15 gradi.

Quarantasei dei 1706 passeggeri trovarono la morte al momento dell’impatto, insieme a 6 uomini della Stockholm.

Naufragio dell’Andrea Doria – Corriere della Sera

Immersioni e spedizioni sul relitto

Nel luglio del 1968 vi fu la prima spedizione italiana, organizzata dal regista Bruno Vailati, insieme a Stefano Carletti, Mimì Dies, Arnaldo Mattei e All Giddings, noto ed esperto subacqueo statunitense. Fu realizzato un documentario dal titolo Andrea Doria -74 che ottenne il premio della critica “David di Donatello” e il “Premio della Giuria al Congresso di Tecnica Cinematografica di Parigi”. Sul relitto venne apposta una targa di bronzo con la scritta: “Siamo venuti fin qui per lavorare perché l’impossibile diventi possibile e l’Andrea Doria ritorni alla luce”.

Il relitto dell’Andrea Doria, mai recuperato, giace posato sul fianco di dritta a una profondità di 75 metri. Le esplorazioni hanno constatato come nel corso degli anni il materiale di pregio sia stato razziato da sommozzatori non autorizzati.

Caratteristiche

Proprietà: Italia di Navigazione
Porto di registrazione: Genova
Costruttori: Ansaldo
Cantiere: Sestri Ponente (GE), Italia
Impostazione: 9 febbraio 1950
Varo: 16 giugno 1951
Madrina: Giuseppina Bollani Saragat
Entrata in servizio: 14 gennaio 1953
Destino finale: naufragata il 26 luglio 1956
a seguito dello speronamento della Stockholm

Stazza lorda: 29950 tsl
Lunghezza: 214 m
Larghezza: 27,4 m
Velocità: 23 nodi (42,6 km/h), max 26,44 nodi
Equipaggio: 580
Passeggeri: 1241